Adagiato su dolci declivi collinari di Firenze, con vista sulla valle dell’Arno, il giardino di Villa Gamberaia, a Settignano colpisce per la grazia grazia e armonia e anche per la sua avvolgente intimità, grazie a un equilibrio perfetto tra la componente verde, l’acqua e la pietra
Rifacimento di fine 800 di un originale giardino seicentesco, già ai tempi non più leggibile, fu voluto dalla principessa rumena Catherine Ghyka, e in seguito perfezionato dalla successiva proprietaria Maud Cass Ledyard, che affidò l’incarico a Luigi Messeri (coadiuvato da Martino Porcinai, padre del più noto Pietro) sull’onda del revival dei giardini all’italiana. La parte più scenografica è un parterre spartito in quattro aiuole rettangolari, ognuna delle quali occupata da una vasca d’acqua, cinte da siepi di bosso e altre figure in ars topiaria, con una corte centrale all’intersezione degli assi occupata da una fontana rotonda. Il tutto culmina in un’esedra in cipressi topiati, con aperture ad arco, che incorniciano le viste sul paesaggio.
Un lungo prato corre parallelamente al parterre punteggiato da vasi con agrumi.
La perfezione del restauro fu tale che il giardino venne considerato un modello da imitare per il recupero o la creazione ex novo di giardini all’italiana, assecondando la convinzione, ancora diffusa, che i fiori non fossero previsti.
Anna Molteni
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