“Siamo tutti eroi per un giorno” una mostra presso FaseModus architettura. In occasione di MiArt a Milano, dal 4 al 6 aprile, le opere di 6 artisti contemporanei saranno esposte negli uffici dello studio d’architettura di Milano. Il progetto, a cura di Gian Marco Casini Gallery in collaborazione con Luca Bucci, co-fondatore dello studio FaseModus di Milano, prevede l’esposizione all’interno degli uffici dello studio di architettura di 6 opere di artisti contemporanei accomunate in modo ironico al concetto di monumento inteso come celebrazione personale e di conseguenza effimero.

Margherita Moscardini, The Fountains of Za’atari, 2016-2024, argilla dimensioni varie. Courtesy l’artista e Carico Massimo – MG 48° 50°- Latitudine Arte Contemporanea, Livorno. Foto Alessio Belloni.

L’idea di monumento è storicamente legata al rendere omaggio a un individuo, un eroe”, spiega il curatore della mostra Gian Marco Casini. “Oggi però lo stesso concetto di eroe è cambiato: siamo tutti eroi per un giorno, veniamo celebrati e innalzati per poi essere dimenticati il giorno dopo. Da qui il titolo ironico che abbiamo scelto per l’esposizione.” Nella sala di ingresso allo studio si trovano delle nicchie sopra ogni varco che si apre verso le altre sale dello studio. I progetti – site-specific o ri-edizioni di progetti precedenti – saranno posizionati in questi spazi e osservati da una passerella che sposta la visuale dei visitatori della mostra portando la linea degli occhi all’altezza delle opere.

Hamza Badran, Basel’s Pride, 2024, bronzo, legno 43x34x4 cm. Courtesy l’artista e Gian Marco Casini, Livorno. Foto Nicola Morittu.

Le opere dei 6 artisti

Le opere dei 6 artisti coinvolti rappresentano una sorta di monumento pensato per spazi pubblici, ma in scala ridotta. Tutte le opere saranno contenute in una “valigia”, che verrà posizionata alla fine della “sopraelevata” e che fungerà da contenitore di monumenti personali portatili. Alcuni degli artisti partecipanti, come Renato Spagnoli e Margherita Moscardini, hanno già lavorato sull’idea di costruire monumenti o sculture destinati a spazi pubblici. Spagnoli ha realizzato una grande “A” rossa per una piazza del centro di Livorno, e progettato, negli anni ’70 e poi Duemila, una serie di sculture per spazi pubblici che non hanno mai visto la luce.

MiArt
Clarissa Baldassarri, Pavimento (Nome comune di cosa), 2024, testo inciso su pavimento. Courtesy l’artista (e Collezione Ferrari-Bucci, Lodi).

Margherita Moscardini ha realizzato una serie di progetti con questa vocazione che dura da circa 10 anni. Hamza Badran, per il suo progetto “If you force it, it is no dream”, ha già riflettuto, in chiave ironica, sull’idea di creare una serie di oggetti per commemorare personaggi storicamente di rilievo. Alessandro Manfrin sta lavorando proprio in questi mesi sul creare un lampadario per lo spazio urbano. Clarissa Baldassarri focalizza la sua ricerca sui concetti di limiti percettivi e sensoriali in relazione alla caducità del corpo e del tempo. Infine, Juan Pablo Macías, il cui lavoro è una ricerca sull’anarchismo come critica della rappresentazione, articolato in diversi processi e forme: progetti editoriali, poesia, video, installazioni, performance.

Per l’architetto Luca Bucci

Per l’architetto Luca Bucci: “l’idea della passerella come mezzo di allestimento è interessante perché richiede delle attenzioni, sposta in alto con un nuovo orientamento e le opere diventano soggetto mentre prima, dal basso, erano solo intraviste.” Un allestimento in linea con la filosofia progettuale dello Studio FaseModus che in ogni lavoro cerca di spostare e aprire nuovi punti di vista. “Un aspetto che è quasi una costante nella nostra pratica”, prosegue l’architetto Bucci. “Soprattutto nei luoghi aperti al pubblico, comporta mettersi in relazione con chi userà lo spazio offrendogli una chiave di visione alla quale non è abituato, sottoponendolo a un piccolo sforzo di adattamento e, quando si riesce, a sorprenderlo.miart.it