È “Il giardino possibile. Il tempo, la cura” il tema della XXXIII edizione primaverile della “Tre Giorni per il Giardino”, tra le più importanti e apprezzate manifestazioni florovivaistiche d’Italia, che si svolgerà quest’anno straordinariamente nell’arco di quattro giornate, da giovedì 1° maggio a domenica 4, al Castello e Parco di Masino, Bene del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano a Caravino (TO). Da oltre trent’anni l’evento si pone l’obiettivo di appassionare un pubblico sempre più ampio alla cultura del giardinaggio, alla cura del verde e alla conoscenza di semi, piante, fiori e frutti.
La mostra mercato organizzata dal FAI, curata da Emanuela Orsi Borio, ospiterà oltre cento vivaisti provenienti da tutta Italia ed espositori altamente specializzati, che proporranno piante e idee per il giardino, presentando e suggerendo, accanto alle soluzioni tradizionali, nuove possibilità e pratiche originali che favoriscano non solo la bellezza, ma anche e sempre più la sostenibilità nella cura del verde.

Tempo e cura, atti dovuti al giardino
Il tempo e la cura sono i temi al centro di questa edizione: grande o piccolo che sia, infatti, il giardino ci insegna che la cura e la manutenzione sono atti di conoscenza e relazione. Dalla progettazione iniziale all’impianto, fino al mantenimento quotidiano, ogni giardino è un luogo di trasformazione continua, che evolve grazie alla cura costante nel tempo, in un dialogo incessante tra uomo e natura. Ma, seminare, coltivare, prendersi cura di un orto o di una semplice pianta in vaso significa anche riscoprire il tempo ciclico della natura e l’importanza del tempo dedicato all’osservazione e all’ascolto dei suoi ritmi. Oggi, più che mai, nell’era del cambiamento climatico e della fragilità ambientale, le risorse del tempo e della cura sono essenziali per garantire la conservazione e lo sviluppo della vita sulla Terra.
Il programma dei “Tre giorni per il giardino” 2025
Il ricco programma culturale rifletterà, attraverso un ampio ventaglio di esperienze e testimonianze, il tema del tempo e della cura, declinato in quattro diversi aspetti. Dal tempo del FAI – esperti e giardinieri condivideranno l’esperienza che il FAI porta avanti nei suoi Beni: 50 anni di impegno nella cura del patrimonio naturalistico e ambientale, tra giardini storici, aree verdi, agricole e naturali – al tempo della storia, dalla cultura dei giardini nell’antico Egitto a cura del Museo Egizio di Torino, al restauro architettonico e botanico degli Orti del Redentore a Venezia, a cura dell’architetto Paolo Pejrone, fino al modello contemporaneo di giardino urbano dell’Università degli Studi Milano-Bicocca.
Si affronterà anche il tema del tempo della cura, dall’esperienza del Bosco di Rogoredo come occasione di rinascita ambientale e sociale al riscatto dei “giardinieri detenuti” nel carcere Milano – Bollate tramite la cura di piante e giardini. Per finire, il tempo dedicato all’osservazione e all’ascolto della natura, dal modello produttivo “a tempo di natura” di Eleonora Giuliodori, agronoma ed ex giardiniera del National Trust, alle sorprendenti invenzioni tecnologiche che la natura silenziosamente ci suggerisce, raccontate nel libro “La natura lo fa meglio (e prima)” di Giulio Volpi. Questi e altri approfondimenti accompagneranno la “Tre Giorni per il Giardino” in un ricco programma di presentazioni, incontri e laboratori (programma in allegato).

Il cinquantesimo anniversario del FAI
Il 2025 è anche l’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario del FAI: cinquant’anni di attività nel campo della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale, dell’ambiente e del paesaggio italiano. Un impegno che si concretizza nella cura, quotidiana e appassionata, di luoghi d’arte e natura del nostro Paese, affinché le presenti e le future generazioni possano imparare a conoscerli e amarli.

La campagna #FAIbiodiversità
L’edizione primaverile della “Tre Giorni per il Giardino” 2025, inaugura la campagna #FAIbiodiversità, volta a sensibilizzare il pubblico sull’importanza di preservare la ricchezza delle specie animali e vegetali, messa a rischio dal cambiamento climatico e dal sovrasfruttamento e inquinamento delle risorse naturali. Partecipando alla “Tre Giorni”, dal 1° al 4 maggio, e alle “Camminate nella biodiversità” nei Beni FAI – sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 maggio – i visitatori potranno approfondire la conoscenza di varietà, habitat ed ecosistemi e scoprire buone pratiche di tutela, facendole proprie e contribuendo così a ripristinare un dialogo equilibrato e sostenibile con la natura.

La madrina della “Tre Giorni per il Giardino” 2025 è Anna Zegna
L’evento si svolge con il Patrocinio di Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Caravino.
Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2025” è reso possibile grazie al fondamentale sostegno di Ferrarelle, Partner degli eventi istituzionali e Acqua Ufficiale della Fondazione, e al prezioso contributo di Pirelli, accanto al FAI dal 2005, che rinnova per il tredicesimo anno consecutivo la sua storica vicinanza all’iniziativa; due sinergie pluriennali strategiche e virtuose, da sempre fondate su medesimi obiettivi e valori, che si sono consolidate negli anni con la realizzazione di numerosi progetti. Grazie anche a BRT per il primo anno vicina alla Fondazione in qualità di sponsor del calendario eventi nei Beni. Una nuova collaborazione nata con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare le persone e le comunità alle bellezze del nostro Paese.

PROGRAMMA CULTURALE
Un ricco calendario di incontri, tavole rotonde, presentazioni e laboratori affronterà il tema della “Tre Giorni per il Giardino” 2025, “Il giardino possibile: il tempo, la cura”, attraverso quattro diversi approcci, segnalati nel programma culturale con diversi colori: il tempo del FAI, 50 anni di impegno della Fondazione nella cura del patrimonio naturalistico e ambientale; il tempo della storia, la cultura e la cura dei giardini dall’antichità a oggi; il tempo della cura, dalla manutenzione del giardino con pratiche sostenibili a esempi di rinascita individuale, sociale e ambientale grazie alla cura del verde; infine, il tempo dell’osservazione e dell’ascolto della natura, dedicato alle sorprendenti invenzioni e soluzioni che la natura suggerisce all’uomo.
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Giovedì 1° maggio
* ORE 14 Ricordo di Dario Fusaro: i suoi scatti per svelare l’anima dei giardini
Fotografo sensibile e raffinato, amico della Tre Giorni da sempre, Dario Fusaro ha saputo raccontare i giardini con uno sguardo capace di emozionare e ispirare. Un incontro per ricordare il suo talento e il segno profondo che ha lasciato nel mondo del paesaggio.
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* ORE 14.30 L’Orto Giardino del Redentore a Venezia
ADELE RE REBAUDENGO, Presidente di Venice Gardens Foundation, con EDOARDO BODI, Capo giardiniere della Fondazione
Dopo i Giardini Reali di Venezia, Adele Re Rebaudengo presenta il restauro dello splendido complesso architettonico e botanico del Compendio del Giardino del Convento della Chiesa palladiana del Santissimo Redentore alla Giudecca a Venezia, recuperato grazie alla Venice Gardens Foundation. Il restauro dell’orto giardino, un luogo ricco di valore storico, spirituale e sociale, riprogettato nel rispetto della tradizione cappuccina, è stato affidato all’architetto Paolo Pejrone. Tra ulivi, cipressi e alberi da frutto, una trama regolare di pergolati in legno di castagno, ricoperti di uve, rose e glicini ritma il reticolo di vialetti e parcelle a orto ricche di aromatiche, ortaggi e bordure fiorite.
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* ORE 15.15 Premiazione dei vivaisti della “Tre Giorni per il Giardino” primavera 2025
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* ORE 15.30 L’incontro con il meteorologo
DINO ZARDI, professore di Fisica dell’atmosfera all’Università di Trento
Il tempo meteorologico è fondamentale per la cura del giardino e, in un’epoca di profondi cambiamenti climatici, l’incontro con il meteorologo è ormai un appuntamento atteso e imprescindibile alla “Tre Giorni”. Dino Zardi, docente di Fisica dell’atmosfera all’Università di Trento, aiuterà a fare luce sulla realtà climatica attraverso dati e analisi aggiornate, suggerendo alcune concrete pratiche sostenibili per imparare ad adattarsi a un ambiente in continua evoluzione.
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* ORE 16.30 Il tempo del FAI: 50 anni di giardini
Cinquant’anni di impegno della Fondazione per il recupero, la cura e la manutenzione dei giardini storici, fino all’ultimo restauro del giardino all’inglese di Villa Rezzola a Lerici (SP), uno dei primi giardini privati riconosciuti d’interesse pubblico ad aver beneficiato dei fondi del “PNRR – Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”. Ne parlerà Emanuela Orsi Borio, responsabile Giardini e Parchi storici FAI, con Enrico Cilli, responsabile del settore Cura Beni FAI, Bruno Cerabolini, professore di Botanica ambientale dell’Università dell’Insubria e Federico De Fazio, giardiniere del Parco del Castello di Masino.
Tra gli oltre settanta Beni, di cui più di cinquanta aperti al pubblico, il FAI custodisce e valorizza giardini e parchi storici, tutelando oltre 2.500 esemplari arborei di pregio, e si occupa di salvaguardare oltre 920.000 metri quadrati di terreni agricoli produttivi, restituiti alle colture di uliveti, agrumeti e vigneti: un lavoro poderoso che coinvolge numerosi professionisti, tra architetti, giardinieri ed esperti, dal Piemonte alla Sicilia, passando per le Marche e il Lazio. Giardini storici, aree verdi agricole e naturali, curati oggi con la massima attenzione anche alla sostenibilità ambientale.
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Venerdì 2 maggio
* ORE 11 Giardini Egizi: un tuffo nel passato, dal Nilo al Po
JOHANNES AUENMÜELLER, curatore del dipartimento Collezione e Ricerca – Museo Egizio di Torino
Il Museo Egizio di Torino ha integrato la gamma delle sue offerte realizzando sulla terrazza due tipologie di giardini egizi. Dagli alberi piantati nei templi degli dèi e nei palazzi dei re, ai frutteti e orti nelle tenute delle classi privilegiate e nei giardini funerari davanti alle tombe, fino alla progettazione di giardini di piacere con piante lussureggianti per l’alta società del tempo. Una panoramica sulle testimonianze archeologiche dei giardini nell’Egitto faraonico e sullo studio dei resti archeobotanici, che approfondisce la conoscenza dell’antica flora lungo il Nilo, consentirà di scoprire cultura e cura dei giardini nell’antico Egitto: simboli di vita, morte e rinascita.
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* ORE 12 Boschi da curare e boschi che curano. Il bosco di Rogoredo
GIANLUCA VARGIU, direttore del Centro per la Forestazione Urbana, centro operativo di Italia Nostra Milano Nord che dal 1974 progetta, realizza e cura Boscoincittà
Cura e pulizia sono spesso soluzioni per prevenire e “curare” il degrado ambientale e umano. Un’utopia divenuta realtà al Bosco di Rogoredo, dove l’associazione Italia Nostra, i singoli cittadini e le Istituzioni hanno unito le forze per combattere il degrado ambientale e sociale trasformando un territorio di 65 ettari, utilizzato come discarica a cielo aperto e piazza di spaccio, in un’area verde accessibile e sicura: un intervento di ricucitura ambientale con vegetazione ricca di biodiversità, una rigenerazione urbana e, al tempo stesso, un’occasione di socializzazione per i cittadini.
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* ORE 12.30 Spazio Laboratori: Dimostrazioni di Flower Design. Il bouquet di primavera. A cura di Zia Nina Flower Farm
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* ORE 14 L’alneto di Lago Freddo, un frammento di natura tra le colline astigiane
FRANCO CORREGGIA, componente del Comitato Tecnico Scientifico di Pro Natura
Un autentico e raro gioiello naturalistico, un relitto miracolosamente sopravvissuto tra le ondulazioni del paesaggio collinare astigiano. Racchiuso tra i boschi della regione Santonco del Comune di Piovà Massaia, l’alneto è una formazione forestale igrofila di ontano nero che rappresenta, in termini di varietà biologica, complessità ecologica e valenze paesaggistiche, uno dei siti più interessanti della provincia di Asti. Un ambiente antico, primario, intessuto da una multiforme bellezza vivente, ricco di biodiversità vegetale, fungina e animale, indicato come habitat di interesse prioritario nelle direttive europee, fino a ieri vulnerabile e a rischio, e oggi soggetto a misure di protezione integrale grazie all’azione diretta di cittadini consapevoli.
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*ORE 14.30 nel prato davanti alla Segreteria: Laboratori d’intreccio per bambini. A cura della Associazione Passi d’asino
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* Ore 15 Storia di un ingegnere e del suo giardino
IVANO FIENI, ingegnere di nascita, giardiniere e paesaggista per passione
Fin dall’infanzia in campagna, Ivano Fieni scopre le piante, il loro fascino e, nel tempo, la cultura botanica e paesaggistica si affiancano alla sua formazione di ingegnere. Il suo capolavoro è il giardino di Cavriago, Reggio Emilia, frutto di oltre trent’anni di lavoro e ricerca, con una collezione ricchissima di piante – tra cui oltre 500 specie tra erbacee, come aquilegie, lupini, Delphinium ed ellebori – e di rose antiche come Rosa spinosissima, gallica, centifolia, laevigata e vecchi ibridi perpetui di epoca vittoriana, tra alberi imponenti e arbusti rari. Un’oasi di bellezza in continua evoluzione.
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* ORE 15.30 Spazio laboratori: Come comportarsi con le bulbose primaverili dopo la fioritura
GIANPIERO GAUNA, agricoltore e divulgatore
Dopo la fioritura, le bulbose primaverili richiedono cure specifiche per garantire fioriture abbondanti negli anni successivi. Gianpiero Gauna illustrerà le pratiche migliori per rispettare il loro ciclo biologico naturale e mantenerle in salute.
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* ORE 16 Storie selvatiche: esempi di rinaturalizzazione
LORENZA ZAMBON, attrice e giardiniera
Lorenza Zambon porterà in scena tre vicende d’amore e di resistenza con lo spettacolo “Storie selvatiche”: Il giardino nascosto di Nonna Pupa, sul potere rigenerativo e creativo intrinseco alla cura del paesaggio; Il lago che combatte, sulla potenzialità dell’uomo nel favorire processi di rinaturalizzazione; Rito, sulla ricucitura del rapporto tra uomo e natura attraverso la genesi del rito.
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Sabato 3 maggio
* ORE 11 Un carcere, un vivaio: un’occasione di riscatto
SUSANNA MAGISTRETTI, coordinatrice vivaio Cascina Bollate
“Non è facile immaginare un vivaio in un carcere. Non è facile immaginare giardinieri liberi e detenuti con qualcosa di più di una cesoia in mano e di una siepe da tormentare. Eppure Cascina Bollate è soprattutto un posto per imparare. Liberi e detenuti.” Susanna Magistretti racconterà il Vivaio Cascina Bollate: un progetto orientato all’inclusione socio lavorativa dei detenuti, che testimonia come il tempo della pena possa essere utilizzato per imparare, attraverso la cura delle piante, un mestiere, e trasformarsi in una chance per il futuro. Lavorare in un vivaio e prendersi cura delle piante significa avere l’opportunità di imparare a stare insieme in modo costruttivo e a relazionarsi con il mondo vivente in modo paritetico e rispettoso.
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* ORE 12 Giardini che cambiano: generazioni a confronto
Tavola rotonda con GIUSEPPE BORGOGNO, storico giardiniere di casa Agnelli in dialogo con i giovani giardinieri GIOVANNI DELÙ, vice capo giardiniere a Versailles, NAHUEL PORTERO, giardiniere d’arte di Villa della Pergola di Alassio, e PAOLO AIAZZONE, dell’Istituto Agrario Gae Aulenti di Biella. Il professor ALESSANDRO CORBELLINI modererà l’incontro.
Il giardino è un organismo vivo, in continua trasformazione. Storici o recenti, privati o pubblici, i giardini cambiano tra rispetto della tradizione e necessità di innovazione. Questo equilibrio delicato è affidato ai giardinieri, custodi di un sapere che si costruisce giorno dopo giorno con esperienza, passione, intuito e una tecnica rispettosa della natura. In questo contesto, gli istituti di formazione dei nuovi giardinieri hanno una responsabilità fondamentale: conservare, valorizzare e trasmettere competenze complesse alle nuove generazioni, affinché il patrimonio verde possa essere curato con consapevolezza e professionalità e con adeguata cura, nel tempo. Un incontro tra generazioni per esplorare il futuro del giardinaggio e il ruolo essenziale della formazione nella tutela e nell’evoluzione dei giardini di domani.
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* ORE 12.30 Spazio Laboratori: Dimostrazioni di Flower Design. Composizione in vaso con tecniche sostenibili. A cura di Zia Nina Flower Farm
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* ORE 14 Ogni rosa porta con sé la sua storia
CARLO PAGANI, maestro giardiniere
Ogni rosa porta con sé una storia unica, spesso legata a personaggi illustri che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura e nella società. Imparare a chiamare le rose con il loro vero nome ci permette di scoprire che un giardino può trasformarsi in uno scrigno culturale, popolato da personaggi storici e artisti di grande rilievo, come Victor Hugo, Pierre de Ronsard, l’Imperatrice Farah, Belle de Crecy, Mozart, Chopin, Michelangelo, Toulouse-Lautrec e molti altri. Un giardino così diventa molto più di uno spazio naturale: è un luogo in cui la natura racconta le storie di chi ha cambiato il mondo, rendendo ogni fiore un simbolo e ogni nome un legame con il passato.
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*ORE 14.30 nel prato davanti alla Segreteria: Laboratori d’intreccio per bambini
A cura della Associazione Passi d’asino
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* Ore 15 A tempo di natura
ELEONORA GIULIODORI, agronoma forestale
Il modello produttivo “a tempo di natura” sarà il tema su cui verterà l’incontro con Eleonora Giuliodori, agronoma ed ex giardiniera del National Trust, da cui ha importato segreti e tecniche sostenibili. Oggi è titolare de “La Collina Dorata” a Offagna (AN), un market garden dove ci si prende cura della terra e della biodiversità grazie all’applicazione dei principi della produzione biologica, della permacultura, della conservazione dell’acqua e della promozione di attività agronomiche contro l’erosione del suolo. Dalla sua lunga esperienza anglosassone, Giuliodori ha importato la tecnica del no-dig, l’arte del coltivare senza scavare, senza disturbare il “mondo sotterraneo”, che ha sperimentato e adattato con successo al clima e al territorio del Centro Italia, dove vive.
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* ORE 15.30, Spazio laboratori: Coltivare i piselli odorosi in vaso e in giardino
GIANPIERO GAUNA, agricoltore e divulgatore
I piselli odorosi sono piante annuali rustiche e di facile coltivazione, eppure spesso faticano a crescere e fiorire. Gianpiero Gauna illustrerà le tecniche più efficaci per ottenere piante vigorose e fioriture abbondanti.
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Domenica 4 maggio
* ORE 11 Il Giardino di Piazza della Scienza (Milano-Bicocca)
EMILY PALM, ricercatrice in Botanica e Biologia, e PAOLO BIELLA ricercatore in Ecologia. Entrambi del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze Università degli Studi di Milano-Bicocca
La nuova Piazza della Scienza è un giardino a elevata sostenibilità e ricco di biodiversità creato nel cuore della città: un laboratorio verde a cielo aperto su cui si affacciano Università e cittadinanza. Frutto di un lavoro di rigenerazione urbana, la piazza è un terreno di sperimentazione interdisciplinare e partecipata, ideato per proporre un modello di giardino replicabile, favorire la riduzione delle isole di calore, contribuire a catturare gli agenti inquinanti, attrarre insetti impollinatori e promuovere la “cultura del verde” in ambiente urbano.
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* ORE 12 Il bosco di Masino e lo studio di certificazione FSC
MAURIZIO RIVOLTA, Vicepresidente FAI, e PAOLO CAMERANO, referente del progetto FSC Italia
I boschi coprono circa la metà dell’estensione totale delle proprietà del FAI e hanno come principale valore la grande diversità di ambienti. L’incontro sarà l’occasione per presentare e approfondire il progetto di definizione del piano forestale generale e della sua gestione sostenibile, certificata FSC. Il primo intervento realizzato riguarda il bosco che circonda il castello di Masino.
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* ORE 14 La natura lo fa meglio
GIORGIO VOLPI, autore de La natura lo fa meglio (e prima). Le sorprendenti invenzioni tecnologiche che la natura suggerisce all’uomo, Aboca edizioni
Giorgio Volpi ci porta alla scoperta di un mondo naturale sconosciuto, antico e pioneristico al tempo stesso, mostrandoci che in un futuro non lontano potremmo imparare a sfruttare alcune delle scoperte chimiche più sofisticate che la natura ha affinato nei secoli per convertire l’energia solare o per produrre alimenti, farmaci e nuove materie prime.
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* ORE 15 Il favoloso viaggio delle piante
DAVIDE TOSCANO, in arte BOMBETTABOOK
Lettura teatralizzata per bambini dal libro di Stefano Mancuso e Philp Giordano
Chi l’ha detto che le piante non si possono muovere? Lo fanno eccome! Ma noi non ce ne rendiamo conto. Magari non si spostano durante la loro vita, ma di generazione in generazione sono capaci di conquistare le terre più lontane. Sono spiriti liberi, e se le rinchiudete prima o poi riescono a scappare per andare dove le porta il vento: arrivano su isole aride, convincono gli animali a trasportare i loro semi in giro per il mondo; alcune hanno viaggiato nel tempo, sopravvivendo alla bomba atomica o per millenni sottoterra. I semi delle piante sono in grado di compiere imprese incredibili: a bordo di un treno, navigando per mare, aggrappati alla pelliccia di un animale, sparati con un’esplosione o ingeriti da mastodonti.
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* ORE 15.30, Spazio laboratori: Coltivare le piante annuali da fiore, semina, ripicchettatura, trapianto, cimatura
GIANPIERO GAUNA, agricoltore e divulgatore
Gauna, che coltiva piante annuali sin dall’età di sette anni, guiderà i partecipanti attraverso tutte le fasi della loro coltivazione.
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* SABATO, DALLE 10.30 ALLE 17.30, stand OASI ZEGNA
WWW: LA CURA
Giochi di ruolo ed esperimenti alla scoperta della Wood Wide Web: una rete sommersa fatta di radici e microrganismi, simile a quella di internet, che mette in comunicazione alberi e cespugli attraverso il sottosuolo per scambiarsi informazioni fondamentali alla loro sopravvivenza. Un laboratorio per sensibilizzare i bambini rispetto ai temi della cura, della solidarietà e della collaborazione.
*Per bambini dai 4 a 11 anni; fino ai 5 anni è richiesta la presenza di un genitore.
**Pausa pranzo dalle 13.30 alle 14.30
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* DOMENICA, DALLE 10.30 ALLE 17.30, stand OASI ZEGNA
IL TEMPO DELL’IMMAGINAZIONE
Partendo dalla lettura del libro di Bernadette Gervais “In quattro tempi”, i bambini saranno sensibilizzati sul tema della stagionalità e del passare del tempo. Successivamente, si dedicheranno a un lavoro di gruppo in cui ciascun bambino esprimerà la propria creatività, contribuendo alla realizzazione di un giardino comune che si evolve nel tempo. Utilizzeranno simboli, forme e colori, creando uno spazio di libertà ispirato alle forme elementari di Hervé Tullet.
*Per bambini dai 4 a 11 anni; fino ai 5 anni è richiesta la presenza di un genitore.
**Pausa pranzo dalle 13.30 alle 14.30
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* VENERDÌ, SABATO E DOMENICA, OGNI ORA A PARTIRE DALLE 11.00, stand ASSOCIAZIONE FORTE DI BARD
Laboratorio sul suolo
Un laboratorio alla scoperta dei suoli alpini, con particolare attenzione alle aree recentemente abbandonate dai ghiacciai. Attraverso la tabella Munsell, i bambini potranno confrontare i campioni di suolo con i colori della scala, esplorandone origine e composizione in modo ludico e interattivo.