Il cinghiale è uno degli animali selvatici più diffusi e, sotto molti aspetti anche se meno noti, affascinanti, protagonista di numerose leggende e storie legate alla cultura rurale. Forte, resistente e incredibilmente adattabile, questo mammifero ha colonizzato un’ampia varietà di habitat: dalla fitta macchia mediterranea ai boschi temperati europei. Nonostante la sua importanza ecologica, negli ultimi decenni la riduzione dei suoi predatori naturali ha portato a un incremento delle popolazioni, creando sfide per l’equilibrio ambientale e il rapporto con l’uomo.

Il cinghiale maschio tende ad essere solitario
Il cinghiale maschio tende ad essere solitario Foto [WildMedia]/stock.adobe.com

Origini e habitat in Italia

Il cinghiale (Sus scrofa) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Suidi ed è considerato il progenitore del maiale domestico. La sua presenza sul pianeta risale a migliaia di anni fa, ed è diffuso in numerose aree geografiche, tra cui Europa, Asia e Nord Africa.

In Italia, il cinghiale è presente in quasi tutte le regioni, con popolazioni particolarmente abbondanti in Toscana, Lazio, Umbria, Sardegna e nelle aree appenniniche. Predilige ambienti boschivi e zone ricche di vegetazione, alternando foreste di latifoglie e conifere a campi coltivati e macchia mediterranea. Grazie alla sua capacità di adattamento, il cinghiale si è diffuso anche in aree collinari e pianeggianti, spesso in prossimità degli insediamenti umani.

Il cinghiale in un bosco
Il cinghiale in Italia vive maggiormente in luoghi ricchi di vegetazione, ma si adatta anche in contesti più urbani Foto [JAKLZDENEK]/stock.adobe.com

L’aspetto del cinghiale

Il cinghiale ha un corpo robusto e massiccio, con arti corti e potenti. Le dimensioni variano a seconda della sottospecie e dell’habitat: gli esemplari maschi possono pesare tra i 70 e i 150 kg, con casi eccezionali che superano i 200 kg, mentre le femmine sono generalmente più piccole.

Il cinghiale sotto la neve
Il corpo del cinghilae è massiccio e tozzo, con molta forza. Foto [Natureimmortal]/stock.adobe.com
Il mantello del cinghiale cambia con l’età e la stagione: i piccoli nei primi mesi di vita, sono chiamati ‘striati’ per via del pelo bruno-rossastro con strisce longitudinali chiare che servono da mimetizzazione. Gli adulti, invece, hanno un manto ispido e scuro, che può variare dal grigio-bruno al nero a seconda della regione e della stagione.

Un cucciolo di cinghiale
I piccoli nascono con il pelo striato, per aiutarli a mimetizzarsi nell’ambiente Foto [Piotr Krzeslak]/stock.adobe.com

Il suo comportamento in branco

I cinghiali sono animali sociali e vivono in gruppi matriarcali, composti prevalentemente da femmine adulte e dai loro piccoli. I maschi adulti, invece, tendono a essere solitari e si aggregano al branco solo durante la stagione riproduttiva. Il branco si muove con grande coesione, seguendo le femmine più anziane ed esperte, che guidano il gruppo alla ricerca di cibo e protezione.

Un branco di cinghiali
Il branco dei cinghiali è prettamente matriarcale, solo nel periodo riproduttivo, i maschi si uniscono al branco Foto [Aurélien PAPA]/stock.adobe.com

Riproduzione e struttura familiare

La stagione riproduttiva del cinghiale varia a seconda del luogo, ma generalmente si concentra tra l’autunno e l’inverno. I maschi combattono tra loro per l’accesso alle femmine e, dopo l’accoppiamento, queste portano avanti una gestazione di circa 115 giorni. Ogni femmina dà alla luce dai 4 ai 10 cuccioli in un nido di foglie e rami. I piccoli sono accuditi dalla madre per diversi mesi e rimangono nel branco fino alla maturità sessuale, che avviene intorno all’anno di età per le femmine e ai due anni per i maschi.

Predatori e dieta

I principali predatori naturali del cinghiale includono il lupo, che ne caccia soprattutto i cuccioli e gli esemplari deboli, e in alcune zone anche la lince e l’orso. Tuttavia, il suo più grande nemico resta l’uomo, attraverso la caccia e la distruzione dell’habitat che gli è più affine.

la caccia al cinghiale
Caccia e distruzione dell’habitat del cinghiale Foto [FotoDax]/stock.adobe.com
Il cinghiale è onnivoro e la sua dieta varia in base alla disponibilità di risorse. Si nutre principalmente di radici, tuberi, frutti, funghi e ghiande, ma non disdegna insetti, piccoli vertebrati e carcasse. La sua capacità di scavare il terreno con il muso per cercare cibo lo rende un animale molto adattabile e resistente alle variazioni stagionali.

L'alimentazione del cinghiale
Il cinghiale segue una dieta onnivora, che varia in base alle possibilità Foto [byrdyak]/stock.adobe.com

Distribuzione e sottospecie

Esistono diverse sottospecie di cinghiale distribuite in vari continenti. Tra le più note ci sono:

  • Sus scrofa scrofa si trova principalmente in Europa occidentale.
Sus scrofa scrofa
Foto [Erik Mandre]/stock.adobe.com
  • Sus scrofa meridionalis lo si trova tra Sardegna e Corsica.
Sus scrofa meridionalis
[Francesco Bellamoli, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons]
  • Sus scrofa attila concentrato maggiormente in Asia centrale e Russia.
Sus scrofa attila
Foto [Andy-27Wirestock Creators]/stock.adobe.com
  • Sus scrofa cristatus tipico dell’India e del Sud-est asiatico.

Sus scrofa cristatus
Foto [phototrip.cz]/stock.adobe.com
C’è anche il Sus scrofa ussuricus si trova maggiormente in Estremo Oriente, Cina e Corea. In molti paesi invece, tra cui Stati Uniti e Australia, il cinghiale è stato introdotto dall’uomo e ha avuto un impatto ecologico notevole, diventando spesso una specie invasiva.

Rapporto con l’uomo e pericolosità

Il cinghiale ha da sempre avuto un rapporto complesso con l’uomo. In passato era una delle principali fonti di carne per le comunità rurali e un animale molto cacciato per sport. Oggi, la sua proliferazione ha causato problemi di sovrappopolazione, con danni all’agricoltura e un aumento degli incidenti stradali. Questo fenomeno è in parte dovuto alla drastica riduzione dei suoi predatori naturali, come il lupo e la lince, il cui numero è diminuito a causa dell’attività umana e della riduzione degli habitat selvatici.

predatori
L’eliminazione dei suoi predatori naturali rendono il cinghiale un animale problematico Foto [eAlisa]/stock.adobe.com
L’addomesticamento del cinghiale in un lontano passato, ha portato alla nascita del maiale domestico, ma esemplari incrociati tra cinghiale e maiale rinselvatichito sono diventati un problema in molte regioni.

Come comportarsi in caso di incontro

Un cinghiale non è generalmente aggressivo verso l’uomo, ma può diventare pericoloso se si sente minacciato, soprattutto le femmine con i piccoli o i maschi nel periodo riproduttivo. In caso di incontro ecco alcuni accorgimenti:

  • Evitare movimenti bruschi e allontanarsi lentamente senza voltare le spalle.
  • Non tentare di avvicinarsi ai cuccioli.
  • Se il cinghiale carica, cercare di mettersi dietro un ostacolo (albero, roccia, veicolo).
  • Evitare di alimentarlo o avvicinarlo nei centri urbani, poiché potrebbe perdere la naturale diffidenza verso l’uomo.

non è generalmente aggressivo verso l'uomo
Il cinghiale è un animale abbastanza imprevedibile, bisogna ricordarsi di non stressarlo inutilmente, soprattutto se ha i piccoli con sé Foto [Konfiodor]/stock.adobe.com
Il cinghiale quindi è un animale affascinante, simbolo di forza e adattabilità. La sua presenza nei boschi è fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema, ma la gestione delle sue popolazioni è necessaria per prevenire conflitti con l’uomo, il modo migliore sarebbe introdurre i suoi predatori naturali e lasciando la gestione ai metodi più naturali possibile. Conoscere il suo comportamento e il modo corretto di rapportarsi con esso, aiuta a convivere in modo responsabile con questa straordinaria specie.

simbolo di forza e adattabilità
Un branco di cinghiali Foto [Erik Mandre]/stock.adobe.com
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